Da SEAC
Con la Circolare n. 92/2026, l’INPS ha reso noto che, a partire dal 4 settembre 2026 (data di pubblicazione della circolare), la tutela previdenziale in caso di malattia è riconosciuta anche per il giorno precedente alla redazione del certificato medico, a condizione che non si tratti di un giorno festivo infrasettimanale, di sabato o di domenica. In questi casi, infatti, è garantita la continuità assistenziale.
LA REGOLA GENERALE
Il primo giorno dell’evento di malattia coincide, in via ordinaria, con la data di rilascio del certificato medico che attesta l’incapacità temporanea al lavoro. Questo giorno è fondamentale per il calcolo:
della “carenza”, ovvero dei primi tre giorni non indennizzati dall’INPS;
delle percentuali di indennizzo;
del periodo massimo assistibile;
dell’eventuale applicazione delle sanzioni a vario titolo comminate.
IL PRECEDENTE E IL NUOVO ORIENTAMENTO
In precedenza, l’INPS riconosceva anche il giorno precedente al rilascio del certificato solo se il medico curante aveva effettuato una visita domiciliare e aveva compilato il campo “Dichiara di essere ammalato dal...”, indicando il giorno immediatamente precedente. Il riconoscimento era invece escluso nei casi di visita in ambulatorio.
Con la Circolare n. 92/2026, l’INPS, in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha mutato il proprio orientamento e stabilito che il giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato può essere riconosciuto ai fini previdenziali anche se la visita è effettuata presso l’ambulatorio del medico curante. Il giorno precedente non può essere riconosciuto se coincide con:
sabato,
domenica,
festività infrasettimanali.
In questi giorni il lavoratore può avvalersi del servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica).
LA RAGIONE DELLA MODIFICA
Alla luce della trasformazione del ruolo del medico di medicina generale, della progressiva diminuzione del numero di questi professionisti sul territorio e dei conseguenti maggiori carichi di lavoro, nonché della prassi di programmare gli accessi in ambulatorio per evitare sovraffollamenti, il precedente orientamento applicativo è stato rivisto.
La modifica mira a garantire una tutela effettiva ed equa per i lavoratori in malattia, uniformando il trattamento su tutto il territorio nazionale anche nei casi in cui il medico curante non possa visitare il paziente a domicilio o riceverlo in studio entro il giorno successivo alla chiamata.